Almodovar e la stanza accanto
Naturalmente, quasi inutile dirlo, anche l’ultimo film di Almodovar, “La stana accanto”, è un capolavoro. La bravura di Julianne Moore ci permette di seguire un dramma in sé abbastanza banale, come il fatto che un qualche personaggio sia vittima di un cancro, ma in questoi caso assistiamo all’orgoglio della vittima che vuole fare da sé, si limita a chiedere la presenza di un’amivca in una stanza accanto, cui però è vietato di intervenire, la protagonista sa curarsi da sola, solo si limita ad avvertire che quando morirà terrà chiusa la porta della propria camera.Ma forse non abbiamo mai seguito in diretta i drammi provocati da un cancro, con tutto quel che segue. La protagonista non si arrende facilmente, anzi, pretende di vivere come prima, non mancando perfino di tingersi le labbra e di uscire per compere, e perfino per qualche attività ginnica, Seguiamo con ansia quella porta, che a più riprese si chiude ma poi si riapre quasi per miracolo. La moritura si prende le giuste preoccupazioni, sa che l’amica potrebbe venire incriminata per istigazione al suicidio, quindi le consiglia di prendersi un avvocato, C’è pure di mezzo una figlia, ma questo è il lato debole della vicenda perché questo personaggio non riesce a entrare nella vicenda, i nostri occhi se ne stanno sbarrati di fronte a quella porta, che non manca di chiudersi ma poi di riaporisi quasi per miracolo. Quando finalmente resta sbarrata per sempre, allora sappiamo che tutto è finito davvero, ma abbiamo seguito una morte come in cronaca diretta, questo il miracolo che Almodovar è riuscito a realizzare.