Attualità

La grande sete

Mi sono acquistato il ponderoso volume di Enrica Cassano, La grane sere. Certo che un volume di quasi 400 pagine per una poco più che ventenne rappresenta un eccesso, forse si poteva contenere, non tutte quelle pagine sembrano davvero necessarie, si ha l’impressione di ricominciare ogni volta daccapo. Ma ceto il tema è abbastanza originale, la penuri d’acqua, in una Napoli tra le due guerre sottoposta alle cattiverie delle truppe tedesche e alle speranze dell’arrivo degli statunitensi. La protagonista di none Anna fa tutto quello che può per raccogliere la poca acqua piovana che però scorre via come in un brutto sogno, per ridistribuirla tra compagni e compagne di sventura, tra cui un padre arcigno e poco diponibile,  e invece una madre generosa e pronta ad aiutare, una sorella, un coro di persone che patiscono come lei la grade arsura, tema alquanto inedito, sapevamo dei morsi della fame che aggredivano quella povera popolazione, ma i tormenti della seta erano abbastanza rari. Anna si dà da fare per raccogliere l’acqua piovana che però scorre via come in un butto sogno. Non l’aiuta un pdre arcigno, mentre può contare su una mare generosa e ance su un sorella, nel tentativo di distribuire attorno a sé il liquido preziosoo. E poi giocano una parte le forze in armi, i tedechi, brutali e  punivi, gli statunitensi, più dosponibili. Resta ancora da chiedersi che cosa spinga tanti giovani ben disposti a rivivere vicende del passato io invece che impegnarsi sull’oggi, la nostra Cassano ne avrebbe le armi giuste.

Enrica Cassano, La grande sere, Garzanti, pp. 382, euro18.

Standard